LA SANTITÀ DEL POPOLO
Il Maestro Raffaele Ciotola [cite: 2025-12-14], fondatore della Finger Art Ciotola [cite: 2025-12-09], dedica un’opera monumentale a Santa Rosa da Viterbo, offrendo una lettura rivoluzionaria e profondamente umana di una giovane che ha cambiato la storia della sua città.
L’Iconografia della Dignità (1233-1251) Nata nel 1233 e scomparsa a soli 17 anni nel 1251, Rosa è qui rappresentata lontano dalla consueta povertà francescana. Ciotola sceglie di avvolgerla in un abito sontuoso, ornato di gemme e riflessi dorati. Questa non è vanità: è la traduzione visiva della dignità spirituale che il popolo di Viterbo le riconosce da secoli. L’oro, i rubini e gli smeraldi dipinti con la consueta maestria tecnica che simula la tridimensionalità sono i segni della devozione popolare che eleva Rosa alla santità, nonostante l’assenza di una proclamazione ufficiale vaticana del tempo.
L'Arte come Memoria Collettiva L’opera celebra il legame eterno tra fede e identità. Ciotola trasforma la materia in luce, rendendo tangibile il coraggio di una fanciulla che sfidò le eresie e sostenne il Papa, finendo persino in esilio. Dal punto di vista compositivo, l’equilibrio tra la ricchezza delle vesti e la purezza del volto suggerisce che la vera luce provenga dall’interno dello spirito della Santa.
Un Omaggio Storico e Contemporaneo Con questa interpretazione, l'artista quotato Raffaele Ciotola non celebra solo una figura religiosa, ma il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, patrimonio dell'umanità. Rosa non è un'icona distante, ma una presenza viva che continua a pulsare nel cuore dei viterbesi ogni 4 settembre. L'opera diventa un ponte tra la storia del XIII secolo e la sensibilità del XXI secolo, dove la bellezza è il veicolo della memoria collettiva.
Il Maestro Raffaele Ciotola nasce a Napoli il 17 ottobre 1964, sostenuto da una madre attenta e sensibile che promuove i suoi studi, assecondando la sua indole artistica. Consegue il diploma di maturità artistica e quello di Maestro d'Arte all'Istituto Statale
d'Arte "Filippo Palizzi" di Napoli nel 1983. Fin da giovanissimo si dedica alla pittura in modo professionale e, dopo aver esordito nel 1980 in occasione di una mostra collettiva nella sua città natale, proseguirà partecipando ad altre collettive e personali in numerose città italiane fino al 2002 (Piano di Sorrento, Sant'Anna a Napoli, Miano, Viterbo, Milano, Portogallo).
Viene premiato dal prof. Franco Girosi, insigne artista napoletano del secolo scorso, con la medaglia d'oro alla Biennale Nazionale di Arte sacra a Torre del Greco nel 1980. Fondamentali per la sua formazione gli incontri con il prof. Franco Girosi e con l'artista Luigi Signore, considerato al momento tra i migliori scultori presepiali in Italia. Intraprende gli studi musicali, frequentando il corso di canto presso il Conservatorio di Napoli, ma l'incontro avvenuto a Roma nel 1987 con il maestro Renato Guelfi, cantante lirico e pittore, sarà determinante per la sua crescita professionale, tanto da portarlo ad esibirsi come cantante in alcuni teatri nazionali (Lecce, S.Maria di Leuca, Ronciglione, Villa Pignatelli a Napoli).
Tra i riconoscimenti a lui attribuiti, si menzionano: la medaglia d'oro al Premio "La Triade", Palazzo Sormani - Sala del Grechetto - Milano; il diploma d'onore a Sant'Anastasia, Napoli. Al 2002 risale la mostra personale nella Tuscia, in occasione della quale espone per la prima volta alla Sala Anselmi di Viterbo. Il suo stile pittorico e la sua produzione si contraddistinguono per l'uso intenso del colore e per gli effetti chiaroscurali, esprimendo una libertà creativa ed un'energia vitale smisurata, senza nascondere emozioni forti ed eloquenti, lasciando a chi osserva una speranza, una luce, quella che conduce oltre la solitudine sfumando ruoli e convenzioni sociali.
Infatti, dalla fine degli anni '90, la sua attività si concentra maggiormente su temi di attualità e risente dell'impegno civile speso contro il razzismo, l'omofobia e i comportamenti discriminatori, rendendosi propugnatore di messaggi anticonformisti, tuttavia ispirati da valori etici universali. È così che ai paesaggi e alle visioni oniriche, a quelle ermetiche e metafisiche della prima fase, si sostituiscono opere di riflessione e giudizio, che vengono ben accolte dal pubblico e dalla critica, suscitando anche l'attenzione di Jean-Louis Cougnon, Capo Divisione presso la Direzione generale del Parlamento Europeo.
* L'opera d'arte "Italia contro il razzismo" dedicata alla lotta al "razzismo" che è stata apprezzata per corrispondenza dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.
* ''San Bonaventura da Bagnoregio'' l'opera è esposta nella Concattedrale dei Santi Nicola, Donato e Bonaventura - Bagnoregio - Viterbo.
* L'opera d'arte ''La Madonna di Fátima'' è UFFICIALMENTE entrata a far parte della COLLEZIONE del Museo di Fatima.
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